Abbiamo ormai superato la metà del raccolto di questa vendemmia 2025 e per questo motivo vi aggiorniamo sulla situazione italiana in termini di previsioni su quantità, qualità e tendenze dei prezzi.
QUANTITÀ
Analogamente a quanto sta avvenendo in Spagna e in Francia, anche in Italia le stime produttive di luglio/agosto sono state ridotte, anche se non in maniera così significativa.
La principale causa è stata la lunga e intensa ondata di calore di agosto che ha determinato un perso e una resa minore del mosto delle uve precoci come il Pinot grigio ma anche, da noi in Piemonte, del Moscato la cui raccolta è terminata in questi giorni.
Da un paio di giorni è cominciata la raccolta delle uve bianche Trebbiano in Emilia-Romagna e in Abruzzo e sembra che la quantità sia superiore, specialmente in Abruzzo.
Ritengo che la previsione finale sulla produzione italiana si attesterà attorno ai 45 milioni di HL, a fronte di un raccolto 2024 di circa 43 milioni.
QUALITÀ
Complessivamente posso affermare che la qualità delle uve è ottima un po’ dappertutto. Solamente in veneto e in Friuli-Venezia-Giulia, a causa di frequenti piogge, vi sono statti alcuni problemi legati a muffe e marciume, in zone limitate, con gradazioni alcoliche basse.
In Sicilia invece è stata la cicalina della vite a creare problemi in alcune zone dell’isola.
Per il resto, a breve comincerà la raccolta delle uve rosse più importanti in Toscana, Piemonte e Veneto e per fortuna le previsioni meteo per i prossimi giorni sono ottime.
PREZZI
In questi ultimi giorni notiamo un incremento dei prezzi delle uve in generale ma in particolare in Puglia. Ciò è dovuto al fatto che vi è una forte richiesta di vini bianchi generici e in particolare di Mosto muto per produrre il Mosto concentrato rettificato.
Ritengo però che verso fine settembre, esaurita tale richiesta i prezzi si collocheranno su valori più moderati. D’altronde, con tutti i problemi attuali relativi al mondo del vino, (calo dei consumi, campagne no alcohol, dazi americani, tensioni geopolitiche, ecc.) gli imbottigliatori dovranno per forza acquistare i nuovi vini al miglior prezzo possibile per poter sottoscrivere i nuovi contratti con la grande distribuzione.
È quindi fondamentale fare un grande gioco di squadra senza speculare ma guardando a medio/lungo termine per sostenere a dovere un comparto agricolo così importante per l’Italia.
Carlo Miravalle, Miravalle 1926
